La mia graziosa

Ignaro nel tempo,
mi assopii in una
lacrima di rugiada.

Mi vestii di bacche
nel bosco ancor
riflesso di luce fioca.

Mi arresi senza penar
nella gelida brina
madre della notte.

E’strano amare è dover
lasciare andare.
Strano lottare con i fantasmi.

E come essere crocifissi
e non morire mai.
Ma tutto ha la sua fine.
Anche amando lasciamo l’amore.

È triste il mondo senza te,
o con tè, oramai non nè percepisco
la differenza.

Ti amo per questo ti lascio,
perchè il vuoto è il tutto
sono impercettibili.

Mi nutrii ancor esile dalle gramigne
ineducate dal gentil è generoso suol,
inebriandomi di luce
è di sapiente calor
nell raggiungere
un maestoso arbusto
che nelle stagioni si addobbra,
celebrandone i cardini fedeli.

Contemplai con l’astro paglierino
con altezzoso contegno il passar
del tempo, addormentandomi in
un plenilunio, inoltrandomi
nel suo arcan vermiglio.

Un soffio di vento gelido
accompagna la mano tremante
ora decisa, ora graffiante, ora fragile.
Espressioni che raccontano
le stagioni della vita,
pensieri e visioni.
Ritornare nel grembo materno
dove ci sentiamo sicuri,
amati e protetti.

Come su un foglio bianco
apriamo il nostro cuore di pietra
e coloriamo le parole,
modellandole a nostro piacimento
trasormandole in coltelli affilati
oppure in un fiore di loto.

Noi che sognamo ad occhi aperti
conosciamo le gioie e gli errori coma
noi che lanciamo sassi in questo
mondo impazzito,
orfano d’amore.

Noi poeti, scrittori, narratori
senza pace
decidiamo di raccontare
la vita altrui,
consapevoli di non avere
il coraggio di vivere
in pieno la nostra.

Ciao rosa di sera,
al tuo visio
lo mio core impatta d’amor,
anche se invero lontana
doi miei occhi rimani.

Restio nel morir,
la dove parcelle silenziose
accompagnano il veder,
l’astro ridente al celeste etere.
Il passo lento,
segue ignaro il sentiero ricoperto
da fronde arrese
giacenti inermi sul
compassato e rugoso suol.

Breve fù l’incontro,
ma fatal nel mio core
é nei passaggi
di vita remota,
conservati in mia memoria.
Un viso splendea,
la cornicene immortalava
l’eterna giovinezza.

Accarezzai la tua anima
con un gesto instintivo affetuoso,
immortanalone la beatitudine.
Or che conosco
il viale indicatomi dai cipressi
dalle chiome generose ti dico:
Ciao Tonino ti voglio bene.

La stagione dell’amore
entra in punta
di piedi nella tua vita.
A volte ti rapisce il cuore in un istante,
altre volte basta attendere il ciclo naturale delle stagioni.
Una dolce metamorfosi trasformerà il tuo vivere.

Quel vivere assopito da troppo tempo in lunghi
giorni tremendamente uguali.
Quando busserà al tuo cuore non avrai dighe
per arneginarne la forza, le intensità, le emozioni.
Un’onda gigantesca sovrasterà le tue paure,
i tuoi dubbi.

Da essa verrai cullato traspartato in lidi paradisiaci,
ti disseterai in sorgenti d’amore, o camminerai
su prati sempre verdi ricolmi
da fiori di ogni specie.
Vivrai in simbiosi totale con esso, com la persona che ami.

È’ un crogiolio di emozioni,
di passione, avvolgerà
il tuo corpo, la tua mente,
la tua anima.
È’ una tiepida pioggia d’estate
è una candida primula d’inizio primavera
è una castagno
secolare d’autunno
è una soffice neve invernale,
è una dolce carezza,
è un bacio infinito
è un abbracio caloroso coinvolgente
è L’AMORE.

Luciano Zeraschi
2020

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